C’è davvero differenza tra computer e calcolatrice programmabile?

di | 15 Novembre 2017

Una delle cose che leggo spesso sulla Programma 101 è che non è un proprio un computer ma è più una calcolatrice programmabile.

Nel 2017 indubbiamente è vero, ma la Programma 101 non è uscita nel 2017!

Fino agli anni ’70 il computer, come da nome, serviva principalmente a fare calcoli. A volte, con memoria sufficiente e opportuni accrocchi si riusciva ad usare un computer per altro, ma erano giochi per hacker e poco più. Un uso più generale del computer si vide, per noi, con gli home computer.

Ma fidatevi, il vostro carrozzato PC ha molto più in comune di quanto crediate. A un certo punto anche l’istruzione del vostro linguaggio ad altissimo livello quasi umano diventa un’istruzione assembly molto simile a quello della P101.

A un certo punto la grafica del vostro FIFA 18 si traduce in “schiaffa il colore 0100 1100 1011 1000 qui” e anche il messaggio che mandate al vostro ragazzo diventa un volgare messaggio binario pari pari a quello che potete leggere da una cartolina magnetica.

La distinzione tra computer e calcolatrice programmabile ha sicuramente senso da quando il computer non è più uno strumento principalmente atto a risolvere calcoli anche per l’utente che lo usa, mentre la calcolatrice programmabile resta uno strumento meramente di calcolo.

Ma quando il computer era per sua definizione una calcolatrice veloce e programmabile una differenza del genere non avrebbe avuto alcun senso. Ed è per questo che la P101 è un computer. E per le varie ragioni che vi ho narrato per vario tempo è un personal computer.

2 pensieri su “C’è davvero differenza tra computer e calcolatrice programmabile?

  1. Ferry 24

    I computer sono macchine programmabile completamente automatiche che gestiscono una grande quantità di dati . Sono nati per perché le calcolatrici per pochi dati andavano bene, ma per molti era impossibile o estremamente difficoltoso. Questa è la sua origine. All’inizio facevano solo calcolo numerico e si chiamavano solo calcolatori o computer. Poi son arrivati i computer alfanumerici che gestivano gestivano dati non solo calcoli e si chiamarono Elaboratori o Computer general purpose. Poi poiché i computer solo numerici non aveva più senso perché sostituiti da quest’ultimi, il termine general purpose è sparito.

    La P101 era una calcolatrice normale modificata con l’aggiunta di una memoria per memorizzare un programma di comandi, cioè tasti. Aveva anche una scheda magnetica per memorizzare il programma. Questa scheda poteva anche memorizzare, in casi particolari (programma limitato, sino a 4 numeri decimali indipendente dal programma o 6 legati ad un singolo programma. Non aveva però la gestione automatica dei dati ma questi erano introdotti manualmente da tasti o da scheda. Manca l’elemento fondamentale per cui era nato il computer: la gestione automatica di dati (anche pochi). Perciò era una calcolatrice programmabile e non un computer.
    Se nell’ipotesi assurda fosse definito anche anticamente copmputer, allora quali sono le calcolatrici programmabile ?. Esisterebbero solo computer e calcolatrici il che non è vero.

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    1. Mike Sciking Autore articolo

      Ciao! Mi fa molto piacere che abbia commentato anche qui 🙂

      La questione è, imho, storica (ho un po’ cambiato idea sul tema, come avrai visto da Wiki, dove dubito della definizione di primo PC 🙂 Magari editerò l’articolo su alcuni punti)

      Facendo una ricerca sui libri (e anche con Ngram view) il termine calcolatrice programmabile (sia in italiano che in inglese) non ha mai preso realmente piede fino a inizio anni ’70, con un boom dopo il 1975, ossia l’epoca in cui i computer hanno iniziato massivamente, principalmente e anche per il grande pubblico, a elaborare soprattutto dati non numerici. Qui ha avuto senso lo sviluppo di un settore commerciale separato da quello dei calcolatori: se volevo far di conto prendevo una TI, se volevo elaborare dati generali prendevo un Sinclair o un Commodore.

      So che venne usato anche prima, qualche volta, ma era un termine non standard, usato spesso per ragioni di marketing (come con l’HP 9100A).

      All’epoca (anche se era un’era al termine, dato che il PDP-8 uscì lo stesso anno della P101) i computer macinavano principalmente numeri e la P101 si introduceva in tale settore, potendo sostituire sia un uso semplice del calcolatore sia un uso particolarmente complesso di una calcolatrice. Per la sua architettura (che direi essere abbastanza nel filone Von Neumann), la programmabilità e l’uso, direi che si possa mettere nel mondo dei calcolatori e spostare l’uso del termine calcolatrice programmabile per quando è iniziata l’era dell’informatica di massa (ossia quando, effettivamente, l’uso di tale termine ebbe il boom ed aveva senso la distinzione commerciale)

      Imho, usare calcolatrice programmabile è impreciso come usare personal computer: son termini nati in un’era successiva che non tengono conto dello stato della tecnologia all’epoca, sarebbe un po’ come provare a classificare i trabocchi con le categorie dei missili perché, tutto sommato, fanno cose simili. 🙂 Nulla vieta, ovviamente, nello spiegare il funzionamento della macchina spiegare come, per gli standard odierni, faccia ciò che ci aspettiamo da una calcolatrice programmabile.

      Tra l’altro, pare che i calcolatori numerici fossero di interesse accademico almeno fino ai primi anni ’70, ad esempio questo libro descrive un calcolatore (decisamente più avanzato della P101, ovviamente) quasi esclusivamente numerico, che a quanto vedo hanno avuto un uso, seppur limitato, ancora per qualche anno in alcuni settori industriali.

      Comunque, era possibile un uso automatico, proprio a questo scopo si potevano usare le schede parziali. Non so, ammetto, quanto ne fosse diffuso l’uso, ma devo dire che per come si inserivano i dati nei primi calcolatori degli anni ’40, non me la sentirei proprio di escludere la P101 dal dominio dei calcolatori.

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