Che cos’è il sistemista e perché non è un tecnico né un programmatore

di | 20 Giugno 2021

La gente conosce principalmente due tipi di lavoro nell’informatica: il programmatore, solitamente dipinto come un nerd grassottello, con buffi occhiali, socialmente reietto e che parla strano mentre converte caffè in codice e il tecnico del computer, molto spesso poco più di un bidello che sa solo spegnere e riaccendere.

Quindi, quando dico di lavorare nella sistemistica (vabbè, faccio anche webdev, ma è secondario) tanta gente mi guarda stralunata e non capisce bene di cosa si tratti e, a seconda di come provo a spiegarla, mi addita o come tecnico o come programmatore. Quindi proviamo a spiegare, in generale, cosa fa un sistemista, cos’ha in comune con il programmatore e col tecnico e cos’ha invece di diverso.

Andiamo!

Cosa fa il sistemista?

I ruoli del sistemista variano da ambiente ad ambiente (il sistemista di un hosting non fa le stesse cose di quello di un ospedale) ma, in generale, sono sintetizzabili in ciò:

  1.  Gestire e installare la rete informatica
  2.  Fornire consulenza sul come gestirla e sull’installazione di nuovi prodotti
  3.  Garantire la sicurezza dei sistemi
  4.  Installare i sistemi che ricadono sotto la sua responsabilità (non tutti i prodotti ricadono sotto la responsabilità del sistemista, alcuni possono dipendere da entità esterne)
  5.  Gestire i singoli componenti e fornire assistenza specialistica a chi li usa (ciò varia molto da ambiente a ambiente, ad esempio in una piccola azienda probabilmente il sistemista farà anche da help-desk, in un hosting probabilmente farà assistenza solo ai programmatori…)

Poi, a seconda delle specializzazioni, i sistemisti possono fare altre cose come:

  1.  Consulenza avanzata sulla sicurezza dei sistemi
  2.  Garantire la sicurezza dei dati e il trattamento come da norme della privacy
  3.  Programmazione limitata ad alcuni settori (ad esempio potrebbe sviluppare il sistema di gestione ticket o alcuni siti sulla Intranet)
  4.  Gestione di sistemi cloud esterni
  5.  Gestione dei database (se sono anche DB Administrator)

Queste sono le più comuni. Quindi, se lavorate normalmente in un’azienda media o grande, con tutta probabilità non vedrete mai il sistemista (se non alla macchinetta del caffè) e se c’è qualche problema verrete indirizzati a qualche help-desk e il sistemista interverrà solo in casi che non sono risolvibili dal tecnico normale (che solitamente sono l’80% e si sintetizzano in “ah, ma la stampante va accesa per funzionare”, “ah, ma servono i colori per stampare?”, “ah, non posso aprire le e-mail coi divertenti video ‘.avi.exe’ dei miei amici?” o che si risolvono con un riavvio). In questi casi, quindi, il sistemista gestisce l’infrastruttura ed è un qualcuno che sta all’interno del reparto IT e che parla principalmente con altri informatici: in sostanza vi permette di leggere le e-mail, di andare su Internet, di lavorare da casa con la VPN, vi recupera un file cancellato per errore dal backup e così via, mentre se avete la scheda video che fa scintille arriva un tecnico che preleva il PC, cambia il componente e ve lo riporta, similmente se dovete reinstallare Windows ci penserà il tecnico mentre se si deve installare un nuovo server ci penserà il sistemista.

Cos’ha in comune col tecnico?

Nelle piccole aziende, invece, spesso il sistemista è anche un po’ tecnico: un sistemista sa sicuramente come reinstallare un sistema operativo e, grazie alla generale complessità minore delle reti delle piccole aziende, ha anche tempo per offrire assistenza tecnica.

Tuttavia, se quello delle reinstallazioni, assistenze e (alle volte) piccole riparazioni hardware, è un settore che interessa incidentalmente il sistemista, è invece essenzialmente il lavoro del tecnico. Inoltre, se è perfettamente accettabile che un sistemista non sappia aprire un computer (per quanto alle volte possa essere utile), si suppone che la stragrande maggioranza dei tecnici sia capace di farlo e di sostituire componenti per far tornare i computer al lavoro.

Parimenti, un tecnico non deve sapere granché di reti o di sicurezza, se non il minimo per capire le direttive del sistemista, mentre un sistemista che non sa gestire la propria rete non è un sistemista ma un pirla.

E cos’ha in comune col programmatore?

Tralasciamo per un attimo l’esistenza del DevOps, ossia chi sa programmare e gestire il proprio ambiente, un sistemista ha genericamente una certa capacità di comprendere la programmazione e sa spesso programmare per i propri scopi, ad esempio per creare script e automatizzare operazioni noiose o per sistemare programmi che hanno piccole incompatibilità.

Spesso il rapporto tra sistemisti e programmatori non è idilliaco, coi sistemisti che accusano i programmatori di scrivere porcate mentre i programmatori ribattono che i sistemisti non fanno il proprio lavoro e forniscono ambienti rigidi dove non possono sviluppare la propria creatività, accusa alla quale i sistemisti ribattono con “se va sul tuo portatile mettiamo quello in produzione” e solitamente lì termina la lite grazie all’intervento di qualche HR preoccupato dalla possibile lotta alla Tekken nell’ufficio.

Ma perché non è nessuno dei due?

Un sistemista ha alcune competenze in comune con il tecnico e altre in comune con il programmatore, ma aggiunge anche un gran numero di competenze che nessuno dei due ha nel campo dei sistemi operativi, della gestione lato server, della sicurezza e così via.

In un certo senso, non per tirarcela, ma è la professione informatica più completa in molti casi, capace di gestire un’infrastruttura e, eventualmente, offrire assistenza tecnica e programmazione, magari senza seguire le best practices ma comunque producendo codice funzionante.

Se volete dire al vostro amico sistemista “siete i Superman dell’informatica” per fare colpo va bene, ma è ancora meglio apprendere ciò che fa il sistemista: amministra i sistemi e, eventualmente, fa altro. Non a caso è anche chiamato sysadmin e, alle volte, spende metà del salario in antiacidi 😛

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