La storia dell’informatica in Italia

di | 15 Gennaio 2015
Perotto

Oggi parleremo della storia dell’informatica nel Belpaese: Una storia al fulmicotone.
Il primo calcolatore italiano venne progettato all’Università di Pisa dietro suggerimento di nientepopodimeno che Enrico Fermi nel 1953 ma venne realizzato solo nel 1957, con un notevole aiuto dell’Olivetti locale. La Calcolatrice Elettronica Pisana fu progettata da Giovan Battista Gerace ed eseguì una delle prime applicazioni in FORTRAN.
L’Olivetti, intanto, stava progettando un calcolatore commerciale: L’ELEA di Mario Tchou, l’ELEA fu il primo computer multitasking al mondo e il primo commerciale a transistor: poteva eseguire fino a 3 applicazioni insieme. La squadra di Tchou contava tra le sue fila anche Pier Giorgio Perotto, un peperino di cui parleremo ancora. Nella squadra di Tchou inventò un convertitore per la compatibilità tra ELEA e macchine contabili.

ELEA
Tchou

Però intorno a metà anni ’60 Olivetti, per difficoltà finanziarie, fu costretta a vendere la divisione elettronica alla General Electric: Una cessione che avrebbe potuto porre la parola fine alla breve storia informatica italiana, soprattutto visto che ogni ingegnere “in odore di elettronica” veniva spedito alla divisione.
Fortunatamente non fu la fine della nostra storia: il già citato Perotto, che stava lavorando su un progetto evitò la cessione del progetto mascherandolo come calcolatrice. E fece un bel po’ di casino (si autodefinì riottoso) per rimanere in forze all’azienda eporediese.
 Quel progetto, nato nei laboratori di Pregnana Milanese, in un clima di guerra fredda, era la Programma 101 (Perottina): il primo Personal Computer. La presentazione importante avvenne nel ’65 al BEMA di New York: Il pubblico rimase stupito ed obbligò il team Olivetti a portare la P101 al centro del punto espositivo.

 
La Programma 101

Per la sua P101 Perotto progettò anche l’antesignano di Floppy e Hard Disk: La Cartolina magnetica.
L’anno dopo viene presentata la P102, una Perottina collegabile a plotter e stampanti. Seguita a ruota dalla P203, una Programma 101 con una macchina da scrivere integrata.

La P203

La Perottina vendette un po’ dappertutto, e venne usata anche dagli Stati Uniti per l’allunaggio del ’69 e per la Guerra del Vietnam. L’Olivetti successivamente rilascia altri PC basati sull’architettura di Perotto. L’ultimo fu la P6060 del ’76, anche se l’anno successivo viene rilasciato un computer simile ma con microprocessore.
Appunto, nel frattempo scoppia la rivoluzione del microprocessore, guidata da Federico Faggin, emigrato in USA.

G5

L’Italia recepisce il cambiamento nel 1975 con l’MD 800, e su larga scala nel ’77 con la P6040 dell’Olivetti.
Nel 1981 nasce il PC IBM, ma Olivetti continua per la sua strada con l’M20, un PC molto avanzato, ma con pochissimi software. Per tale motivo non ebbe grande successo. Ma nell’83 nasce M24, un PC capace di montare molti OS (fu il primo a poter montare uno UNIX) e molto potente, venduto negli States dalla AT&T. L’M24 regnerà incontrastato per quasi 3 anni e rese

Amico 2000

Olivetti il terzo produttore di PC al mondo.  Ma comunque l’informatica italiana non fu dominata dalle grandi, e si videro vari PC italiani di piccole aziende. Il più famoso è il Lemon, un clone ravennate dell’Apple II. Ma vi fu anche l’Amico 2000, un PC molto complesso che anticipò il design dei più famosi home computer e gli Italselda, PC professionali. Anche la rivista CQ Elettronica si diede all’informatica, con vari calcolatori, una scheda semplice da smanettoni e un micro/home computer avanzato: il G5. Altri produttori furono la Kyber, la General Processor e IME.
Il settore dell’Home Computer, che ebbe il suo boom a inizio anni ’80,  fu coperto a livello commerciale solo dall’Olivetti che importò un Thompson dalla Francia.
Gli anni ’90 vedono l’introduzione del Media Center (Olivetti Envision e Commodore CDTV) e del Netbook (Quaderno).

Quaderno

I 2000 furono anni normali, ma aumentò la consapevolezza dell’informatica con vari scrittori che pubblicarono opere che divennero best seller. L’avvenimento più importante fu la fusione Olivetti-Telecom Italia probabilmente.

Arduino

Nel 2008 l’Italia ottiene un piccolo primato, produce un PC più sottile del sottilissimo MacBook Air. Un prodotto Olidata.
E nel 2005 dei ragazzi eporediesi si buttano nel progetto Arduino, ad oggi conosciutissimo. Un progetto che ha rivoluzionato la domotica e l’elettronica e che, probabilmente, rivoluzionerà le nostre future vite.
E nel 2014 il team Arduino progetta la Materia 101 (con un nome che tributa due prodotti che furono innovativi, la P101 e la ET101, prima macchina da scrivere elettronica). E sempre nel 2014 inizia il progetto Empatica, un economico braccialetto per monitorare la propria salute.

Insomma… una storia che ha visto molte rivoluzioni, specie nei primi anni. Inoltre l’Italia ha sempre avuto un rapporto con l’informatica. Un disegno di un calcolatore fu trovato tra gli Appunti di Leonardo da Vinci, e il rapporto migliore sulla macchina analitica di Babbage è italiano. Inoltre un importante direttore dell’IBM, Eugenio Fubini, era italiano. E ad oggi ci facciamo sentire nel mondo con il CEO Foveon Faggin, l’esperto di IA, nonché premio Turing Micali, con il CTO di Jolla Mosconi e molti altri informatici italiani sparsi per il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *