La legge italiana che proibirebbe Internet

di | 13 Dicembre 2017

Mhhh, buona questa proposta di legge, ha un certo retrogusto di Balilla, ma è comunque buona per essere l’ennesima legge inutile che prova a limitare Internet ma che non ci riuscirà. Però se vi piace la Corea del Nord potrebbe anche interessarvi questa legge, proposta dall’area del Popolo della Libertà (figuriamoci se fossero stati “dell’illibertà”, ci sequestrano i computer?) ma che ovviamente godrà del supporto di altre persone che come unico strumento di calcolo hanno la Simplisumma ma che pretendono di regolare “l’internette”

Berlusconi mostra le possibilità che tale legge sia applicabile

Bene bene, cosa prevede questa magnifica legge?

Per prima cosa è vietato aggiungere contenuti su Internet in modo anonimo, pena una multa di 25000€.

Ora, scusate, esistono tanti siti che permettono di postare in modo completamente anonimo cose, tipicamente piccoli pezzetti di codice: Usarli diventerà illegale? Saranno banditi?

E poi si possono aprire intricazioni interessanti: Usenet tecnicamente non è internet, dunque se scrivo su un newsgroup in modo anonimo messaggi altamente eversivi come “questa legge è una ciofeca” è tutto ok mentre se per linkare ad un amico un codice su Pastebin non faccio login multone?

Mhhh… 5,50€, ogni mezz’ora a Porta Garibaldi… Bello questo treno suburbano per Chiasso, aspetta che prendo la Carta d’identità.

E come i tutori dell’ordine impedirebbero il gravissimo reato? Ecco le contromisure (ma anche no) tecniche che la legge prevede:

Che le piattaforme destinate alla pubblicazione debbano, sotto pena di cinque milioni di Euro, debbano registrare nome dell’utente (anagrafico?), la parola d’accesso (valutando la lentezza di Internet in Italia sicuramente una bestemmia), l’indirizzo di posta elettronica e il codice fiscale.

Mhhh, ho saputo che ci sono anche dei treni da Milano Centrale verso la Svizzera, forse son più comodi.

Scherzi a parte questa è proprio follia.

Paradosso: Visto che si deve conservare la parola d’accesso chi usa un sistema di autenticazione basato su firme digitali (o sul Diffie-Hellman) è un pericoloso eversivo? In fin dei conti è una cosa tipicamente usata per SSH, e se usa “il DOS” starà sicuramente hackerando il governo.

Comunque capirete che è un sistema facilissimo da fottere, e con una TAILS non ti beccano nemmeno.

Inoltre ciò crea una frontiera digitale: Difficilmente un servizio americano o cinese si adeguerà a queste norme diversamente furbe, quindi dovrà chiudere in Italia? Ci sarà un Grande Firewall Italiano? Sarebbe la soluzione alla questione della web tax.

E poi ci lamentiamo che l’Italia non ha spazio nel mondo digitale: Secondo me imporre ad uno straniero di farsi un codice fiscale per usare Internet italiano è un ottimo modo per chiudersi.

Inoltre altro paradosso: Se uno scienziato avesse bisogno di dati anonimi, magari cose che devono esserlo perché imbarazzanti, per una ricerca rischierebbe 5 milioni di multa. Certo, lui può andare all’estero a fare la sua ricerca, ma gli italiani che partecipano rischiano 25000 euro di multa. Ma c’è sempre spazio per una legge sul ritorno dei cervelli in fuga: Multa dimezzata e pagamento rateale.

La cosa comica? Se il ricercatore ricevesse via posta gli stessi identici dati, ossia una busta anonima con dentro scritto “mi piace farmi sculacciare mentre ho un ravanello nel sedere” sarebbe tutto legale.

Tra l’altro la posta, o la consegna di persona, sono un modo ottimo di eludere le cautele informatiche: Mandi una chiavetta ad un indirizzo convenuto insieme a 5€ in banconota (o, prima, in Bitcoin) e, dentro, l’indirizzo di ritorno e in qualche giorno ti trovi tutto a casa.

Altre disposizioni? Beh, il diritto all’oblio, che però:

  1. Permette anche di cancellare il sito da internet e non solo dai motori di ricerca (che con le folli disposizioni precedenti probabilmente il motore di ricerca sarà uno). Come? Boh.
  2. Non si applica ai giornalisti

Adesso il paradosso: Conoscete Paolo Attivissimo? È un giornalista di lingua italiana che risiede in Svizzera. Per la legge svizzera è un giornalista, gli si potrebbe chiedere la rimozione?

Ah, ultima cosa, la legge contiene un verbo avere senza h.

Internet è globale, capitelo

Per gli Stati odierni, nati frantumando Stati molto più globali di loro, è sostanzialmente impossibile pensare ad un mondo con confini relativi.

Invece Internet è un po’ come il Sacro Romano Impero: C’è dell’autorità nominale, è sostanzialmente unita ma tutti fanno quel diavolo che gli pare, e va bene così.

Chiaramente per gli Stati, smaniosi di farlo, è un gran peccato non poter controllarlo efficacemente. Certo, possono punire un reato commesso, ma è più arduo individuare il responsabile e non è possibile prevenire.

Quindi si prova a limitare Internet con leggi, assurde ed inutili, come queste.

Leggi che danneggiano solo gli utenti onesti non limitando il crimine che sa benissimo come restare anonimo.

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